Se arrivi a Ischia in nave, la prima cosa che vedi è il mare e la seconda è il verde. Salendo verso l'interno ti accorgi che una parte di quel verde è fatta di vigne, disposte su terrazze strette tenute su da muretti di pietra. Il vino qui ha una storia lunga, e ha anche un primato: Ischia è stata la prima denominazione di origine controllata della Campania, riconosciuta nel 1966, fra le primissime in Italia. Ecco cosa sapere per bere con un po' più di consapevolezza e per andare a vedere da vicino dove nasce.
Una storia che parte dai Greci
La vite a Ischia arriva con i coloni greci che fondarono Pithecusae, sul promontorio dell'attuale Lacco Ameno. A loro viene attribuita anche la diffusione della tecnica per costruire i muri a secco che reggono le terrazze. Per secoli il vino è stato una delle risorse principali dell'isola, molto più della pesca, e l'interno era un paesaggio di vigne, palmenti e cantine scavate nella pietra. Se ti interessa questa storia antica, trovi il racconto completo nella pagina su Lacco Ameno e Pithecusae.
Il turismo termale e balneare del Novecento ha cambiato l'economia dell'isola, e molte vigne sono state abbandonate. Ma la viticoltura non è mai scomparsa, e oggi diversi produttori lavorano per recuperare i vigneti e valorizzare i vitigni autoctoni.
I vitigni da conoscere
I nomi da ricordare sono tre. La Biancolella è il vitigno bianco più identitario dell'isola: dà vini freschi, sapidi, con profumi delicati che si sposano con la cucina di mare. La Forastera, l'altro bianco autoctono, ha un carattere un po' più strutturato. Le due uve insieme formano l'Ischia Bianco, il vino più classico della denominazione, in cui la Forastera è la parte principale.
Fra i rossi il protagonista è il Piedirosso, che sull'isola si chiama Per' e Palummo, cioè «piede di colombo», per il colore rossastro dei raspi che ricorda le zampe dei piccioni. Dà rossi di corpo leggero, profumati, che si bevono volentieri anche d'estate e accompagnano bene il coniglio all'ischitana. Accanto a questi c'è anche la Guarnaccia, presente in alcuni vigneti dell'isola.
Le parracine e la viticoltura eroica
Il paesaggio del vino ischitano è fatto di parracine, i muri a secco costruiti con blocchi di tufo verde senza malta. Servono a trattenere la terra sui pendii e a creare piccole superfici piane dove piantare la vite. Ma fanno anche altro: regolano lo scorrimento dell'acqua piovana, limitano frane e smottamenti, proteggono le colture dal vento. L'arte dei muri a secco è stata riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità, e le parracine ischitane ne sono un esempio molto chiaro.
Sulle pendici dell'Epomeo, soprattutto nel versante sud verso Serrara Fontana, si parla di viticoltura eroica. Le vigne salgono a quote alte, su terrazze ripide dove non entra nessun trattore: il lavoro si fa a mano e per portare a valle le cassette d'uva durante la vendemmia si usano piccole monorotaie, l'unico aiuto meccanico possibile. La vendemmia si fa di solito fra settembre e i primi giorni d'autunno, e in quel periodo l'isola ha un'aria diversa, più contadina.
Andare a vedere le vigne
Il modo migliore per capire il vino ischitano è camminare fra le vigne. I sentieri che salgono verso l'Epomeo attraversano terrazzamenti, boschi e antichi palmenti scavati nel tufo, e in primavera e in autunno sono piacevoli da percorrere. Ogni anno la Pro Loco di Panza organizza «Andar per sentieri», escursioni guidate sui sentieri dell'isola con una parte dedicata alle cantine: trovi date e programma sui canali ufficiali della Pro Loco. Per chi vuole il quadro completo su quando venire per questo tipo di vacanza, c'è la guida a Ischia fuori stagione.
Se invece preferisci restare sul mare, un bicchiere di Biancolella al tramonto, guardando il golfo, è già un buon modo per conoscere l'isola.
Un rientro comodo dopo le vigne
Dopo una giornata fra sentieri e cantine serve una casa dove rientrare senza fretta. Il Mosaico Al Mare è un appartamento al piano terra fra il porto di Ischia e Ischia Ponte, con tre camere, due bagni, una cucina attrezzata per preparare la cena e una terrazza dove stappare la bottiglia comprata in giornata. La fermata del bus è a 200 metri, comoda per salire verso l'interno senza usare l'auto, e il posto auto privato è gratuito per chi arriva con la propria. Trovi tutti i dettagli nella pagina dell'appartamento.
Una base nel cuore di Ischia
Un appartamento al piano terra con tre camere da letto, due bagni, cucina attrezzata, terrazza e posto auto privato. Fino a sei ospiti, a circa dieci minuti a piedi dal porto e dal Castello Aragonese.