Se pensi a Ischia solo come mare e terme, la 'Ndrezzata ti farà cambiare idea. È una danza rituale che si tiene a Buonopane, piccola frazione collinare del comune di Barano, sul versante sud dell'isola. Il nome viene dal dialetto e vuol dire più o meno «intrecciata»: un intreccio di bastoni e spade di legno, di passi, di canto e di suoni. Non è uno spettacolo pensato per i turisti, è una cosa del paese, e proprio per questo vale la pena vederla almeno una volta.
Quando si balla
Gli appuntamenti tradizionali sono due. Il primo è il Lunedì dell'Angelo, la Pasquetta, quando la danza si svolge davanti alla chiesa di San Giovanni Battista di Buonopane. Il secondo è il 24 giugno, giorno della festa di San Giovanni Battista, patrono della frazione. Ogni anno le date sono quindi legate al calendario liturgico: Pasquetta cambia, il 24 giugno no. Nel corso dell'anno il gruppo folk si esibisce anche in altre piazze e feste dell'isola, ma il senso pieno della 'Ndrezzata lo trovi a Buonopane, nel suo sagrato. Per orari e programma conviene controllare ogni volta i canali del Comune di Barano d'Ischia e quelli della parrocchia, che pubblicano gli aggiornamenti a ridosso della festa.
La leggenda della cintura
Come molte tradizioni popolari, anche questa ha più versioni. La più raccontata parla di una lite lunga e accesa fra gli abitanti di Buonopane e quelli di Barano. All'origine ci sarebbe un pegno d'amore: una cintura persa da una ragazza e mai restituita da un giovane. Da lì le famiglie e le contrade si sarebbero divise, finché la pace non fu sancita davanti alla chiesa di San Giovanni, bruciando l'oggetto della discordia. La danza, con il suo scontro rituale che si scioglie in armonia, ricorderebbe proprio quella riconciliazione.
Chi studia le tradizioni popolari ci vede anche un esempio di sincretismo fra riti antichi e feste cristiane: un rito profano accolto dentro una festa religiosa e trasformato in celebrazione del santo. Non serve scegliere una spiegazione sola. Quando la vedi dal vivo capisci che conta più il fatto che il paese continui a ballarla che la versione esatta della sua origine.
Cosa vedi, passo per passo
Il rito si svolge in tre momenti: la processione, una sorta di sermone e poi la danza vera e propria. I danzatori, di solito uomini, si dispongono in cerchio e si muovono a ritmo serrato, battendo fra loro bastoni corti e spade di legno. Il suono secco dei colpi fa da percussione e si mescola al canto rituale, in dialetto, e alla musica di clarinetti e tamburi. A guidare il gruppo c'è una figura che dà i tempi e i comandi.
Guarda i costumi: le maniche della camicia sono cucite a un gilet di tela che si chiude con una doppia fila di bottoni. Il primo costume risale al Novecento, è fatto di materiali semplici ed è ispirato al passato di pesca della gente del posto. I gilet hanno due colori: chi indossa il rosso rappresenta gli uomini, chi indossa il verde rappresenta le donne. Così una danza ballata da soli uomini mette in scena comunque una coppia, e il gioco di incroci e figure diventa più leggibile.
Come arrivarci e cosa fare intorno
Buonopane è sulle colline di Barano, in una zona di orti, vigne e muretti a secco. Muoversi con i mezzi pubblici è la scelta più semplice nei giorni di festa, quando i parcheggi in paese sono pochi: verifica sul sito dell'azienda di trasporto le linee che servono Barano e le sue frazioni. Se hai tempo, abbina la mattina della festa a una passeggiata nei dintorni o a una discesa verso il mare del versante sud, dove si trova la spiaggia dei Maronti. Se ti interessa capire come funziona l'isola senza auto, trovi qualche indicazione utile nella guida su bus, taxi e spostamenti a piedi.
La 'Ndrezzata di Pasquetta cade anche in uno dei periodi più piacevoli per visitare l'isola: le giornate si allungano, i sentieri sono verdi e c'è meno gente rispetto all'estate. Quella di giugno, invece, apre di fatto la stagione delle feste patronali, che accompagnano l'isola fino a settembre.
Dove dormire per la festa
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